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Sicurezza informatica · Guida

NIS2 per le PMI: chi è coinvolto e cosa fare entro ottobre 2026

La direttiva europea NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, alza l'asticella della sicurezza informatica per migliaia di imprese. Molte PMI pensano di esserne escluse, ma spesso non è così. Ecco cosa sapere e da dove partire.

A cura del team tecnico Ferruzzi Informatica · Aggiornato il 24 settembre 2026 · 5 min di lettura

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In breve

✓ La NIS2 riguarda le medie e grandi imprese dei settori critici e importanti, ma coinvolge anche i loro fornitori.
✓ I soggetti inclusi devono completare le misure di sicurezza di base entro ottobre 2026.
✓ Gli incidenti significativi vanno segnalati all'ACN: preallarme entro 24 ore, notifica entro 72 ore.
✓ Il primo passo per ogni PMI è un'analisi dei rischi e dello stato attuale della sicurezza.

Cos'è la NIS2

La NIS2 è la direttiva europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 138/2024 e l'autorità di riferimento è l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). L'obiettivo è garantire un livello comune di sicurezza informatica nei settori considerati essenziali o importanti per il Paese.

Chi è coinvolto

Rientrano direttamente nella NIS2, in linea generale, le medie e grandi imprese (a partire da 50 dipendenti o 10 milioni di euro di fatturato) che operano nei settori elencati dalla norma: energia, trasporti, sanità, infrastrutture digitali, servizi ICT gestiti, pubblica amministrazione, produzione, gestione dei rifiuti, servizi postali, alimentare e altri.

Il punto che molte PMI sottovalutano: la catena di fornitura

Anche se la tua azienda è piccola o non opera in un settore critico, potresti essere coinvolta come fornitore. I soggetti NIS2 devono infatti verificare la sicurezza della propria catena di approvvigionamento, e sempre più spesso chiedono ai fornitori garanzie concrete: backup, accessi protetti, gestione degli incidenti.

Le scadenze

• I soggetti inclusi si sono registrati sulla piattaforma dell'ACN e hanno ricevuto la comunicazione di inclusione.
• Entro ottobre 2026 devono completare l'adozione delle misure di sicurezza di base.
• L'obbligo di notifica degli incidenti significativi è già operativo.

Cosa prevedono le misure di base

• Analisi dei rischi e piano di trattamento.
• Autenticazione a più fattori (MFA) per gli accessi critici.
• Backup protetti e procedure di ripristino testate.
• Gestione delle vulnerabilità e degli aggiornamenti.
• Controllo degli accessi e inventario dei sistemi.
• Procedure di gestione e notifica degli incidenti.
• Formazione del personale e responsabilità degli organi di gestione.

Notifica degli incidenti

In caso di incidente significativo il soggetto NIS2 deve inviare all'ACN un preallarme entro 24 ore, una notifica entro 72 ore e una relazione finale entro un mese. Per rispettare questi tempi servono procedure e ruoli definiti prima che l'incidente accada.

Da dove partire: 4 passi concreti

01

Capire se sei coinvolto

Direttamente, come soggetto NIS2, o indirettamente, come fornitore di un soggetto NIS2.

02

Fotografare lo stato attuale

Un assessment dell'infrastruttura mostra cosa manca rispetto alle misure richieste.

03

Mettere in sicurezza le basi

MFA, backup verificati, aggiornamenti e controllo degli accessi danno il miglior rapporto tra sforzo e risultato.

04

Scrivere le procedure

Gestione degli incidenti, ruoli e responsabilità: documentati e condivisi.

NIS2 e fornitori: cosa potrebbero chiederti i tuoi clienti

Se lavori con aziende o enti soggetti alla NIS2, è probabile che ti arrivino questionari o clausole contrattuali sulla sicurezza. Le richieste più comuni riguardano:

• La presenza dell'autenticazione a più fattori sugli accessi.
• L'esistenza di backup protetti e di procedure di ripristino testate.
• La gestione degli aggiornamenti e delle vulnerabilità.
• Come vengono gestiti gli accessi di terzi ai sistemi.
• Chi contattare e in quanto tempo in caso di incidente.

Essere pronti a rispondere a queste domande non è solo un obbligo indiretto: è un vantaggio competitivo nelle gare e nei rapporti con i clienti più strutturati.

Le sanzioni

Per i soggetti inclusi, la NIS2 prevede sanzioni amministrative che possono arrivare a importi molto elevati (fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo mondiale per i soggetti essenziali, con soglie inferiori per quelli importanti), oltre a responsabilità degli organi di gestione. Il modo migliore per non preoccuparsene è lavorare con metodo sulle misure richieste.

Checklist rapida per iniziare

• Ho un inventario aggiornato di dispositivi, server e servizi cloud?
• Gli accessi importanti sono protetti con MFA?
• I backup sono separati dalla rete e li ho provati a ripristinare?
• Sistemi e software sono aggiornati, e so chi se ne occupa?
• Esiste una procedura scritta per gestire e segnalare un incidente?
• Il personale ha ricevuto una formazione di base su phishing e password?

Il consiglio del tecnico

Se hai risposto "no" ad almeno due domande, il primo passo è un assessment: in poche giornate si ottiene una fotografia chiara e un piano di interventi con priorità.

Quanto tempo serve per adeguarsi

Dipende dal punto di partenza. Un'azienda che ha già backup verificati, MFA e un inventario aggiornato può completare le misure di base in poche settimane, lavorando soprattutto su procedure e documentazione. Chi parte da zero deve prevedere più tempo, affrontando prima gli interventi con il maggior impatto sulla sicurezza. In ogni caso conviene muoversi per tempo e procedere per priorità, invece di aspettare la scadenza.

Il consiglio del tecnico

Anche se la tua azienda non rientra nella NIS2, le misure di base sono semplicemente buone pratiche: proteggono dal ransomware e rassicurano i clienti più strutturati.

Domande frequenti

La NIS2 riguarda anche le piccole imprese?

Direttamente, di norma no: riguarda medie e grandi imprese dei settori indicati. Ma una piccola impresa può essere coinvolta come fornitore di un soggetto NIS2, che deve garantire la sicurezza della propria catena di fornitura.

Qual è la scadenza principale del 2026?

I soggetti inclusi devono completare l'adozione delle misure di sicurezza di base entro ottobre 2026.

Entro quanto va segnalato un incidente?

All'ACN va inviato un preallarme entro 24 ore dalla scoperta di un incidente significativo e una notifica entro 72 ore, seguita da una relazione finale.

Da dove conviene iniziare?

Da un'analisi dei rischi e dello stato attuale dell'infrastruttura: permette di capire cosa manca e di dare le giuste priorità agli interventi.

Vuoi sapere a che punto è la tua sicurezza?

Partiamo da un'analisi della tua infrastruttura e ti proponiamo un piano concreto, con priorità chiare.

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